Se vogliamo fermare il riscaldamento del pianeta, dobbiamo far sì che sia costoso e antieconomico emettere gas serra. E dobbiamo rendere più conveniente proteggere le foreste dell’Amazonia, del Congo o dell’Indonesia, piutosto che abbatterle. Al contrario, includere le misure per la protezione delle foreste nel mercato dei crediti di carbonio rischia di svalutare il loro valore del 75 per cento. E’ quanto emerge dal rapporto commissionato da Greenpeace al think-tank neozelandese Kea 3. La svalutazione dei crediti di carbonio farebbe svanire nel nulla miliardi milioni di dollari di investimenti nelle tecnologie a basso impatto climatico nei paesi in via di sviluppo. India, Cina e Brasile troverebbero pochi incentivi a indirizzare il loro crescente sviluppo verso tecnologie pulite.
Articolo aggregato da WP-AutoBlog Import
Ti potrebbe interessare anche:
- Il mercato del carbonio è una bufala. Parola del New Scientist
- E se le foreste iniziassero a rilasciare gas serra?
- Facebook: arrivano 200 milioni di dollari dalla Russia
- Foreste torbiere: l’Indonesia si rimangia gli impegni
- La ricetta della Fao: moltiplicare le piantagioni. Ai danni delle foreste naturali?
- Apple rilascia i risultati finanziari del quarto trimestre del 2009
- Olio di palma sostenibile? Secondo il WRI si può
- Foreste e clima: l’Indonesia scherza col fuoco
- Volete alghe o foreste?
- James Cameron vuole girare Avatar 2

