Di morte, di assenza e di altre certezze remote

3 marzo 2009. Trieste si presenta strana per chi la conosce. La città di solito è limpida di vento mentre oggi è avvolta da una cappa plumbea di foschia. Una nebbiolina oleosa, depositata sotto un cielo nascosto.È un clima di contagio, l’aria ferma sembra ammorbare.Perfetta per accudire i germi di una epidemia. Inspiro umidità, espiro vaporizzato. Così diffonderò il mio veleno.Un clima denso, avvolgente soffocante. In altre occasioni mi abbandonerei a considerazioni ossianiche ma oggi è una giornata di merda. Il “clima perfetto per un funerale” mi viene da pensare.Un altro, di nuovo. Ore 11 il cimitero di S. Anna.Mai conosciuto il morto, ma si presenzia per rispetto dei vivi.Dicono così, si va ai funerali per i vivi ma io mi confondo sempre, chi sarebbero?Non sopporto andarci, non sopporto il dolore altrui: quello vero e quello recitato.Nel cimitero tra vivi e morti mi sento più in sintonia con i morti, [...]

Articolo aggregato da noreply@blogger.com (progvolution)

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